NUMERO 6 – 2002

Anno Pubblicazione 2002
Numero 6
ISSN: 1127-1647
INDICE“Semplice o complesso?”
R. Cattaneo“Analisi e gestione multidisciplinare delle patie mandibolo-cranio-posturali”
R. Ridi – R. Saggini – F. Rossi – F. Puglisi“L’importanza del test dei materiali in una corretta riabilitazione protesica”
M. Battistoni

“Valutazioni sull’appoggio podalico in pazienti stomatognatici”
W. Zamparelli – A. Turchetto – F. Bertoni – D. Del Mestre

“Diagnosi e terapia delle sindromi miofasciali e dei disturbi posturali”
F. Ciuffolo – S. Di Meo – F. Festa

“Protesi mobile e combinata nel rispetto del sistema dinamico complesso”
L. Giuntoli

“La deglutizione nella riabilitazione protesica”
A. Ferrante

“Diagnosi originale: l’emanazione bioenergetica dei fiori di Bach e la sua azione sulla saliva”
F. Serafini

“Semeiotica funzionale secondo Planas”
L. Rubini – A. Muzzolini

“Rivista…aperta – Odontoiatria e motori”
S. Pagani

Fase e regime del programma E.C.M.
Numeri Arretrati Rivista I.A.P.N.O.R.

Si è da poco concluso il Convegno Nazionale I.A.P.N.O.R., quest’anno incentrato sulla problematica della riabilitazione protesica. I due giorni dell’incontro hanno offerto la possibilità di un franco confronto tra le posizioni espresse da varie scuole di pensiero (durante la prima giornata del convegno) e quelle proprie e caratteristiche della I.A.P.N.O.R., discusse durante la seconda giornata. È un punto fermo della continua crescita dell’Accademia, numerica e culturale, avvenuta negli ultimi anni, l’ampio spazio assegnato, all’interno del proprio Convegno nazionale, a Relatori non appartenenti alla I.A.P.N.O.R. Questo fatto, peraltro raro nel panorama dei Convegni nazionali, permette una reale misurazione delle proprie idee sulla base di un confronto, talora anche duro, con quelle di estrazione differente e non consente un narcisistico e autoreferenziale circuito in cui solo le idee tra loro simili si certificano come valide.

Credo non sia sfuggita ai numerosi partecipanti la difficoltà che purtroppo molti relatori della prima giornata, seppur noti e famosi, hanno avuto nel mantenere la propria relazione attinente al tema del Convegno. Si impone a questo proposito una riflessione: è possibile che i rappresentanti delle “Università” e delle “Società” invitati non siano stati in grado di offrire un contributo saliente al tema del Convegno? Dal momento che il tema “Protesi” non può essere considerato secondario nell’operato di un Odontoiatra, per quale motivo non sono stati in grado di confrontarsi profondamente sull’argomento? Si è sottovalutato l’argomento e la preparazione dei partecipanti, oppure l’Odontoiatria “colta”, in questi anni, si è occupata di vari argomenti, forse più affascinanti, trascurando l’aspetto protesico della propria attività, rilegandolo in un campo prettamente tecnico e afflitto da una “Gnatologia” dento-articolo centrica un poco geroglifica e nota a pochi? Solo così si spiega la rarità di operatori che praticano e “parlano” con competenza di Protesi e l’esistenza quasi spettrale dello “Gnatologo” chiamato in causa, spesso per disperazione, qualora il lavoro protesico fallisse. Come è possibile che un Dentista che riabilita, attraverso varie procedure tra cui la protesi, il sistema stomatognatico non sia anche “gnatologo”? Quale arcaica concezione del sistema stomatognatico àncora le nostre menti a tal punto da farci Odontoiatri provetti “implantologi”, “ortodonzisti”, “disfunzionalisti”, “ecceteristi” ma scarsamente propensi a discutere in modo fattivo e sistematico di Protesi e del ruolo che la riabilitazione protesica ha nell’economia generale dell’individuo?

In I.A.P.N.O.R. non si respira la stessa aria. Probabilmente i 520 partecipanti al Convegno si saranno resi conto dell’importanza che i manufatti protesici hanno per i nostri soci, dal tentativo di organizzare attorno al tema un discorso articolato, complesso e originale il cui scopo era generare una nuova sistematica protesica. L’integrazione afferente della protesi all’interno del corpo umano è un fenomeno importante della riflessione attuale all’interno dell’accademia. Trascende il singolo aspetto odontoiatrico, coinvolge tutti gli operatori specifici che la filosofia Neuro Mio Posturale da Luigi Blaercia in poi ha raggruppato (Odontoiatri, Odontotecnici, Osteopati; Omeopati, Neurologi, Logopedisti, etc.) e assume una valenza generale, nel senso che ogni oggetto protesico è prima di tutto uno stimolo sensoriale al quale reagisce la globalità dell’essere che lo riceve, integrandolo nel suo sistema vivente, o rifiutandolo come corpo estraneo inaccettabile. L’originalità della proposta dell’Accademia, emersa durante il Convegno di ottobre, è rappresentata dalla modalità d’approccio semeiotico fisico e strumentale in grado di valutare tale integrazione, dalle tecniche costruttive rispettose del sistema nervoso afferente e dalla continua ricerca delle strade fisio-patogenetiche che determinano l’integrazione o il rifiuto dei manufatti protesici. Il successo numerico e i lusinghieri commenti (assieme alle critiche naturalmente) che la segreteria ha raccolto, non possono che stimolare la I.A.P.N.O.R. a proseguire su questa difficile strada sperando che in futuro non venga più sottovalutata, dalle “autorità” culturali di volta in volta presenti, la preparazione della platea e dei soci della nostra Associazione. Il Convegno Nazionale I.A.P.N.O.R. non è una passeggiata per nessuno e non sarà mai una vetrina in cui mostrare le proprie piume colorate ma sarà sempre il luogo in cui, indipendentemente dal proprio “titolo nobiliare”, ciascuno possa controllare le proprie idee, intuizioni, ricerche, opinioni ed anche fantasie, purché originali, frutto della propria fatica e libere da “Ipse dixit”.

Ruggero Cattaneo

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