È l’Uomo solo un “ecosistema che cammina”?

Luigi Agnati

ABSTRACT

Il microbioma intestinale, come è noto, pesa circa 2 chilogrammi, più del cervello umano di 1,4 chilogrammi, e può avere la stessa influenza sul nostro corpo. Migliaia di specie di microbi (non solo batteri ma anche virus, funghi e archaea) risiedono nell’intestino. I batteri intestinali possono produrre e utilizzare sostanze nutritive e altre molecole in modi che il corpo umano non può fare. Questa caratteristica sta diventando una fonte allettante di nuove terapie. Il cervello è la nuova frontiera, ma è uno con una vecchia connessione con l’intestino. Alcuni microbi intestinali possono secernere molecole messaggere che viaggiano attraverso il sangue al cervello. Altri batteri possono stimolare il nervo vago, che va dalla base del cervello agli organi dell’addome. Le molecole batteriche potrebbero trasmettere segnali al vago attraverso cellule di “neuropodi” scoperte di recente che si trovano nel rivestimento dell’intestino, rilevando il suo ambiente biochimico, compresi i composti microbici. Ogni cellula ha un collegamento che si estende verso l’esterno per formare una connessione simile a sinapsi con le cellule nervose vicine, comprese quelle del vago. Il professor Luigi Agnati nell’articolo mette egregiamente in evidenza come l’uomo alberghi in un complesso di microrganismi che ne condiziona lo stato psicofisico.

Estratto da MEDICINA E CULTURA Anno III – n. 1 – gennaio 2020

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