Indice
L’anatomia classica e la morfologia cinetica 13
• I movimenti di sviluppo sono oggi dimostrabili 18
• Serie di ricostruzioni di sezioni forniscono nuovi dati 21
Una nuova concezione: differenziazione
nei campi metabolici biodinamici 27
• Adattamento attraverso la crescita ed ereditarietà
attraverso la riproduzione 30
• Processi vitali nelle prime differenziazioni cellulari 31
L’individualità del germe.
La legge della conservazione dell’individualità 39
• Il germe svolge già delle funzioni 41
• Le differenziazioni hanno un orientamento 43
• I geni svolgono funzioni passive 44
• Processi vitali nel campo metabolico della blastocisti 47
L’errore della cosiddetta legge
fondamentale della biogenetica 55
• Deduzioni errate da serie filogenetiche 58
• Le differenziazioni sono eventi parziali
dello sviluppo individuale 60
• Le diverse funzioni del tessuto confinante
e del tessuto interno 63
Il “segreto del centro organizzativo” 69
Ogni aggregazione cellulare ha funzioni formative 75
Il pensiero teleologico ha generato confusione 81
Le prime differenziazioni sono già uno sviluppo funzionale 85
Il “segreto delle branchie” 101
Prime e successive funzioni del sistema nervoso 107
Sviluppi funzionali 117
• Il viso nel campo d’azione tra encefalo e cuore 117
• Il primo respiro 124
• Primi movimenti di sviluppo nella regione dei visceri 128
• I primi movimenti di prensione 137
• L’andatura eretta 146
Regole fondamentali delle differenziazioni biodinamiche 149
Gesti preparati da funzioni elementari 159
Fisionomia e fisiognomica 163
Calendario embrionale (Blechschmidt) 167
Stadi di sviluppo in una visione d’insieme
Le prime quattro settimane 168
Glossario 172
Presentazione
Dare alle stampe,
in prima edizione italiana, un testo che tratta di embriologia di oltre
quaranta anni fa, richiede una spiegazione. Erich Blechschmidt si è
posto delle domande che all’epoca, evidentemente, suscitavano
l’interesse di pochi. Riguardavano non tanto cosa avvenga nel corso
dell’embriogenesi, ma come e perché abbiano luogo gli eventi che
accompagnano la formazione dell’embrione. Ciò che caratterizza la
ricerca di Blechschmidt è il radicale rifiuto di ogni forma di
teleologia, palese o occulta. Un concetto più volte espresso, riguarda
la direzione delle forze coinvolte negli eventi dell’embriogenesi:
l’autore ribadisce sempre che la direzione va dall’esterno verso
l’interno. Se ciò che attiva gli eventi proviene dall’esterno,
dall’ambiente, resta esclusa l’esistenza di dispositivi interni preposti
– ossia intrinsecamente finalizzati – alla regolazione del processo
formativo dell’embrione. Una simile prospettiva apre uno spazio di
ricerca molto ampio, che ha portato l’autore ad individuare inediti
processi biologici, come ad esempio i “campi metabolici”. Recenti
acquisizioni sperimentali inerenti l’attivazione genica, il suddetto
dispositivo interno, stanno in effetti confermando l’ intuizione
dell’autore. Le ricerche del premio Nobel E. R. Kandel e soprattutto le
pionieristiche ricerche di D. Ingber sulla Tensegrità stanno facendo
riemergere il valore della cosiddetta Epigenetica di cui Blechschmidt
risulta essere antesignano. I campi metabolici sono a tutti gli effetti
assimilabili alla dinamica delle forze meccaniche che sottendono
l’espressività biologica, in ambito fluidico, della Integrità Tensionale
(Tensegrità). La descrizione di questi processi è l’oggetto di questo
libro. Negli ultimi capitoli, tuttavia, l’autore fa dei passi ulteriori.
Egli intuisce che il processo di formazione dell’embrione non è soltanto
un momento, sia pure importante, della genesi umana, ma è ciò che
caratterizza l’uomo per quello che è (ciò vale, naturalmente, anche per
gli animali), sia dal punto di vista somatico, che da quello psichico,
sostenendo anzi che a questo livello somatico e psichico non possano
essere distinti. Questa intuizione all’epoca non aveva riscontri negli
studi di fisiologia; di conseguenza, l’autore la sostiene con argomenti
di tipo culturale. Anche in tale ambito Erich Blechschmidt si dimostra
artefice di un’analisi la cui portata non poteva essere supportata dalla
ricerca sperimentale di quei tempi, incapace di compiere passi
determinanti a causa di una deficienza tecnologica che solo oggi è stata
colmata. Intendiamo riferirci agli innovativi studi di A. D. Craig sull’Interocezione
e la scoperta della rappresentazione nel Lobo dell’Insula, importante
porzione della formazione Limbica, delle informazioni sullo stato del
corpo, creando quindi quel ponte anatomico cercato da tempo immemorabile
tra stato psichico e funzione somatica. Risulta pur vero che tale
funzione non è stata ancora investigata in ambito embriologico e che è
auspicabile che al più presto la ricerca colmi questa lacuna. Tuttavia è
del tutto plausibile che tale dinamica eserciti una sua influenza
poiché, citando direttamente Erich Blechschmidt, “Non vi sono organi
senza funzione, sia durante il periodo del loro sviluppo sia dopo che
risultino arrivati ad un uno stato di sviluppo definitivo”. Altri autori
R. J. Radlanski, H. Renz hanno fatto una rivisitazione critica delle
idee sviluppate dal Blechschmidt, ponendole in relazione con le più
attuali teorie di attivazione genica. Per tornare alla domanda iniziale,
la pubblicazione di questo libro è importante non solo per la validità e
la sorprendente attualità del contenuto delle sue ricerche, ma anche
perché il suo originale punto di vista, con tutta la sua portata
euristica, ha tracciato un percorso che solo oggi cominciamo a
riconoscere nella sua completezza.
Dott. Vincenzo Cozzolino
Premessa
Un
ricercatore che ha dedicato gran parte della sua vita ad osservare, ad
interrogare continuamente ed incessantemente l’uomo non ancora nato,
cercando di carpirgli informazioni attendibili, non riesce a venire a
patti con il concetto tradizionale di evoluzione. Non c’è modo di
convincerci che la storia dell’essere vivente su questa terra sia stata
solo e soltanto una evoluzione. Se lo sviluppo non fosse nient’altro che
evoluzione, allora sarebbe, come la parola sottolinea in modo
inequivocabile, un processo unidirezionale dall’interno verso l’esterno,
un dispiegarsi e inevitabilmente quindi un costante progresso dal
semplice al complicato. Non c’è niente però che dimostri tutto questo,
neanche nell’ontogenesi. Per documentare ciò, questo libro non fa
riferimento a schemi, ma esclusivamente ai risultati originali, ai
risultati ottenuti a Göttingen, controllati in diversi istituti esteri e
catalogati in USA alla Carnegie Institution.
Erich Blechschmidt |