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Presentazione
In questi ultimi anni l'elettromiografia di superficie dei muscoli del
sistema stomatognatico e la chinesiografia computerizzata dei movimenti
della mandibola hanno richiamato l'attenzione di molti fra Ricercatori e
Clinici, che vedono in questi strumenti la possibilità di analizzare la
fisiologia del sistema stesso, di indirizzare in senso dinamico e funzionale
la diagnosi e di controllare in modo obiettivo i risultati ottenuti con la
terapia. In questo campo si ha come l'impressione che la Ricerca sia
colpevolmente indietro rispetto ai risultati clinici ottenuti con l'ausilio
della strumentazione. Probabilmente la causa è da ricercarsi nell'estrema
fatica che incontra l'Odontoiatria Accademica a liberarsi di alcuni concetti
radicati di una gnatologia statica, vincolata allo studio delle strutture
rigide scheletriche del sistema stomatognatico. In effetti, lo studio della
"funzione" e della "dinamica", al di là di buoni propositi enunciati nei
convegni e sulle riviste di settore, tuttora è relegato ad ambiti super
specialistici solo nei laboratori di ricerca. Il testo scritto da Cattaneo e
Monaco, basato sull'esperienza clinica degli Autori, mostra come lo studio
dinamico della fisiologia del sistema stomatognatico possa diventare, e nel
caso degli Autori lo è da lunga data, il leit motiv del lavoro routinario
all'interno dello studio odontoiatrico. La riabilitazione protesica, la
terapia gnatologica e ortognatodontica, lo studio funzionale della
deglutizione sono per gli Autori il campo d'applicazione elettivo per il
protocollo da essi presentato in questo testo. La descrizione e
l'interpretazione della metodica si spinge fino ad incrociare l'orizzonte
dell'integrazione funzionale tra sistemi diversi, sondando la possibilità di
valutare terapie e diagnosi, poste a fronte di disordini che la moda del
momento tende a definire di tipo posturale. La prima parte del testo prende
in esame i concetti di dimensione, di spazio libero e di posizione neutra
del sistema stomatognatico; qui il Lettore potrebbe trovare una certa
difficoltà a destreggiarsi all'interno dei concetti poiché gli Autori, pur
mutuando dalla gnatologia classica la terminologia, si discostano
prepotentemente dalla tradizione nell'interpretazione della genesi e
dell'importanza clinica da attribuire ai concetti descritti. Ciononostante,
l'originalità del pensiero esposto e la documentazione sulla quale esso si
basa inducono a riflettere sulla strada percorsa in passato per studiare e
per riabilitare il sistema stomatognatico. Inoltre, questo pensiero apre gli
orizzonti verso una nuova e più dinamica possibilità di analisi clinica del
distretto di competenza dell'Odontoiatra. La seconda parte del testo è di
natura tecnica e per ammissione degli Autori, non ha la pretesa di esaurire
tutto lo scibile. Devo riconoscere in questo atteggiamento un merito, in
quanto spesso i testi si pongono come l'ultima parola sull'argomento
trattato, mentre Cattaneo e Monaco dichiaratamente non hanno tale
presunzione; occupano lo spazio libero di questo argomento lasciato in
eredità da validissimi Autori quali Jankelson, Balercia, Boschiero e
Bazzotti, con la certezza della sua utilità, ma con la convinzione che
quanto scritto è solo una parte, forse neanche la più importante, di quanto
si dovrebbe conoscere e affermare sull'argomento. Molta di questa seconda
parte è descrittiva; il Lettore neofita ha in tal modo la possibilità di
familiarizzare con tecniche, tracciati ed interpretazioni. La chiave di
lettura offerta è quella della "Complessità" e della "Relazione tra
sistemi". Le ipotesi proposte appaiono talora, fuori dal "comune sentire
scientifico odontoiatrico" o dalla "letteratura" alla quale siamo stati
educati e verso la quale ci rivolgiamo, chiudendoci sempre più
frequentemente in recinti angusti. Lo sforzo degli Autori di collegare le
parti in un tutto e di accettare appieno la realtà dell'univocità
dell'essere merita di essere vagliato con curiosità e rispetto. Spetta
naturalmente al Lettore giudicare se concordare o dissentire da tale
impostazione: infatti ritengo che lo spirito degli Autori sia proprio
questo, la volontà di aprire un dibattito piuttosto che porre una parola
definitiva sull'argomento. Proporre, controllare, discutere, accettare o
rifiutare, per proporre qualcosa di alternativo nuovo e diverso. Il lettore
deciderà di conseguenza sull'opportunità di condividere o meno questo
percorso. |
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Introduzione
L'elettromiografia di superficie e la chinesiografia computerizzata
nascono con l'intento di dimostrare che l'ipotesi di lavoro assunta
negli anni '50 da Bernard Jankelson fosse corretta. Questo Autore
riteneva che la clinica odontoiatrica e la gnatologia, in particolare,
avessero per troppo tempo sbagliato obiettivo riconoscendo
nell'occlusione tutte le funzioni del sistema stomatognatico. In realtà,
secondo l'Autore la mandibola passa la maggior parte del proprio tempo
in una posizione di non occlusione, definita posizione di riposo. Questa
posizione è anticipatoria dell'unica funzione fisiologica che necessita
eventualmente della massima intercuspidazione: la deglutizione. Secondo
tale idea è la "posizione di riposo" che può dire la qualità della
relazione neuro muscolare esistente tra l'arcata inferiore e quella
superiore; solo lo studio di essa può fornire le coordinate spaziali per
costruire un'occlusione corretta. La conseguenza di questa posizione fu
che la mandibola doveva essere trattata in modo da ottenere una
posizione di riposo nella quale la muscolatura esprimesse il "minor tono
possibile". La muscolatura doveva esser più rilassata possibile ed il
movimento che portava verso l'occlusione doveva essere stabilito dalla
muscolatura stessa libera da qualsiasi impiccio creato da adattamenti
neuro muscolari provocati da una "cattiva occlusione". Lo strumento
tecnico per ottenere il "rilassamento della muscolatura" ed il corretto
e bilanciato movimento della mandibola venne individuato nella
stimolazione elettrica nervosa transcutanea (TENS) ad ultra bassa
frequenza del V e del VII paio dei nervi cranici. L'elettromiografia di
superficie doveva dimostrare che il "rilassamento" era avvenuto dopo la
somministrazione della stimolazione elettrica e la chinesiografia
computerizzata doveva dimostrare che ad una variazione del "tono"
muscolare corrispondesse una modificazione spaziale della posizione di
riposo della mandibola. TENS ad ultra bassa frequenza del V e del VII
paio dei nervi cranici, elettromiografia di superficie della muscolatura
stomatognatica e chinesiografia computerizzata dei movimenti della
mandibola sono strettamente associati all'interno di una metodica
clinica; all'interno di tale metodica devono essere valutati.
L'elettromiografia di superficie e la chinesiografia computerizzata
possono, però, anche essere degli strumenti neuro fisiologici per lo
studio del sistema stomatognatico. Nulla vieta che tale strumentazione
venga utilizzata per scopi diversi da quelli proposti nel passato e nel
nostro scritto. Il segnale elettrico proveniente dalla muscolatura e i
movimenti della mandibola non hanno il copyright di una tecnica di
analisi o di un'altra. Vari sono i parametri elettrici e dinamici che
possono essere ricercati, studiati e proposti in campo di ricerca. Lo
scopo di questo atlante non è quello di presentare una panoramica delle
proprietà fisiche e fisiologiche del segnale mioelettrico (le cui
interessanti ricerche sono ancora in atto), ma piuttosto l'uso
dell'elettromiografia di superficie e della chinesiografia
computerizzata nella clinica odontoiatrica. Gli anni di esperienza
nell'applicazione di questa tecnica diagnostica e terapeutica hanno
confortato la correttezza dell'assunto di B. Jankelson, ma hanno anche
ridimensionato alcune certezze. Ad esempio la TENS non sempre consente
il "rilassamento muscolare" e, quindi, la riduzione del tono letto con
l'elettromiografia, oppure ad una riduzione del tono elettromiografico
non corrisponde puntualmente un movimento mandibolare "rilassato" dal
punto di vista chinesiografico. Inoltre lo studio della "forma" della
deglutizione assume un valore notevole quando ci si liberi della
costrizione della nosografia corrente, la quale schematizza in "Tipico o
Atipico" un continuum di possibilità funzionali. Alla luce
dell'esperienza clinica elettromiografica maturata nel tempo sono stati
rivalutati alcuni parametri in uso secondo la scuola Jankelsoniana.
L'ausilio del pensiero di L. Balercia ha permesso di superare alcuni
punti di stallo dell'ipotesi proposta da B. Jankelson. Sono stati
ridotti i tempi di somministrazione della TENS ed è stata fornita una
differente chiave d'interpretazione di alcuni tracciati
elettromiografici e chinesiografici. La posizione di Myocentrica non è
più un inviolabile assioma e la "posizione di riposo" è diventata la
"posizione neutra". La definizione relativa alla posizione in cui il
sistema cranio mandibolare si colloca fuori delle sue funzioni fasiche,
non appartiene ad una sterile questione nominale. Infatti, si ritiene
che la posizione neutra sia più di una posizione di riposo muscolare, in
quanto risultante da una stretta relazione dinamica tra componenti
prettamente neuro muscolari, responsabili del tono della muscolatura, e
componenti visco elastiche tra cui il connettivo, le fasce, il
sarcolemma, etc., che non vengono espresse dal tono muscolare, ma che
possono essere indagate con la TENS e con la chinesiografia
computerizzata. L'antica controversia sulla "posizione di riposo" della
mandibola, se di origine nervosa riflessa o di natura elastica è da
superare alla luce della presenza costante di entrambe le componenti.
Componenti che non sono separabili l'una dall'altra e che sono vincolati
da una relazione diretta tale per cui alla modifica di una corrisponde
una modifica dell'altra. Questo consente di superare l'ipotesi che la
posizione che il sistema cranio mandibolare assume fuori dalle attività
fasiche sia semplicemente identificabile come "riposo muscolare". In
quest'ottica la TENS diventa uno strumento che, "provocando" il sistema,
consente di valutare la reazione neuro muscolare e visco elastica;
entrambe si esprimono quantitativamente nei valori dell'elettromiografia
di superficie e della chinesiografia computerizzata. L'uso della TENS
non può prescindere da una valutazione attenta degli effetti che induce
e che non sempre si esprimono con il "rilassamento muscolare". D'altra
parte poco senso avrebbe l'utilizzo dell'elettromiografia di superficie
o della chinesiografia computerizzata senza la TENS in quanto si ritiene
valida e facilmente verificabile l'ipotesi di lavoro di Jankelson,
secondo cui le caratteristiche del movimento e del tono abituali sono
solo adattamenti ad una condizione esistente. Bisogna in ogni caso
trovare un metodo che consenta al sistema di esprimere il tipo di
adattamento presente per poter valutare la consistenza dei dati
elettromiografici e chinesiografici. Pertanto se, come prima sostenuto,
la posizione neutra della mandibola non è una questione prettamente
muscolare o elastica, l'uso dell'elettromiografia o della chinesiografia
non può avvenire separatamente: l'una e l'altra devono poter essere
esaminate contemporaneamente per avere un quadro attendibile della
condizione che si sta valutando. L'esperienza clinica insegna a dubitare
delle certezze assolute in un ambito ancora sfumato quale quello della
diagnosi e del trattamento del sistema neuro mio fasciale anche quando
il trattamento sembra non presentare difficoltà particolari. L'uso della
TENS controllata con l'elettromiografia di superficie e con la
chinesiografia computerizzata permette di comprendere alcuni nostri
errori clinici proponendosi come uno strumento di verifica del nostro
operato. Questo è ciò che si intende offrire, senza presunzione o verità
assiomatiche, lasciando non uno spiraglio, ma un portone spalancato alle
probabili critiche e ai benvenuti suggerimenti di chi, per esperienza e
conoscenza, abbia la volontà di aiutarci a comprendere questo
affascinante campo dell'odontoiatria.
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